
Mosaico dei gladiatori
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La storia
Nel 1807 il principe Camillo Borghese, cognato di Napoleone, cedette all'imperatore centinaia di sculture antiche della famiglia, che finirono al Louvre. Negli anni successivi i Borghese tornarono a scavare nelle proprie tenute per ripopolare le sale, e nel 1834, a Torrenova sulla via Casilina, gli scavi voluti dal principe Francesco Borghese Aldobrandini riportarono alla luce questo pavimento. Tra il III e il IV secolo decorava il criptoportico di una villa suburbana, con combattimenti di gladiatori e cacce alle fiere. Accanto a ogni combattente è scritto il nome, e vicino a quelli dei caduti compare la lettera greca theta, il segno della morte. Così si legge che il reziario Astacius sta per finire Astivus, disteso a terra con il piede appoggiato allo scudo. Restaurati da Gaetano Ruspi e Filippo Scaccia, i pannelli furono posati nel 1839 nel pavimento del salone d'ingresso, dove si trovano ancora oggi.


