
Artemisia Gentileschi · PD
Giuditta e la sua ancella
Dettagli
La storia
Questa non è la decapitazione, ma i secondi che seguono. Giuditta e la sua serva stanno lasciando la tenda del generale nemico Oloferne, la testa mozzata già nascosta nel cesto, e si voltano di scatto verso un rumore, la spada ancora in pugno. Artemisia Gentileschi affrontò il tema di Giuditta più volte in carriera. Dipinse questa versione a Firenze, dove negli anni intorno al 1615 lavorava con successo e divenne la prima donna ammessa all'Accademia del Disegno. Da giovane, a Roma, aveva subìto una violenza da un collaboratore del padre e sostenuto un lungo processo. A illuminare la scena c'è una sola candela, nascosta dalla mano alzata di Giuditta, che getta ombre nette sui volti tesi delle due donne.




