
Artemisia Gentileschi · PD
Giuditta che decapita Olofernes
Dettagli
La storia
Artemisia Gentileschi dipinse questa Giuditta verso il 1613, a Roma, poco dopo un processo che l'aveva segnata. Da giovane era stata violentata da un collega del padre, il pittore Agostino Tassi, e aveva testimoniato in tribunale sotto tortura. Il soggetto viene dalla Bibbia, l'eroina ebrea Giuditta decapita il generale nemico Oloferne per salvare la sua città. Molti pittori avevano trattato la scena, ma pochi con questa forza fisica. Le due donne, la serva e Giuditta, tengono ferma la vittima e affondano la lama con la concentrazione di chi compie un lavoro difficile, le maniche rimboccate, il sangue che schizza fino in alto. Artemisia era una delle rarissime pittrici capaci di imporsi in un mestiere di soli uomini. La spada tenuta con entrambe le mani taglia la tela esattamente al centro.




