
Giuditta e Oloferne
Dettagli
La storia
Intorno al 1730, mentre la pittura veneziana scivolava verso i rosa e gli azzurri pallidi del Rococò, Giulia Lama andava nella direzione opposta, ombre profonde accese da una sola fiamma tremolante. Qui affronta la storia biblica di Giuditta, la vedova che salvò la sua città entrando nell'accampamento nemico e decapitando nel sonno il generale Oloferne. Il corpo pesante di lui giace contorto sul letto, mentre la luce della candela lascia tutto il resto nel buio. La Lama fu una delle pochissime donne a dirigere una bottega in città, e tra le prime a poter studiare il nudo maschile dal vero, ed è anche per questo che seppe costruire una figura così convincente. Il quadro rimase a lungo lontano dagli sguardi e solo nel 1976 entrò all'Accademia.
