Giuditta con la testa di Oloferne

Giuditta con la testa di Oloferne


Dettagli

Anno
1601
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
141 × 108 cm

La storia

Per gran parte dell'Ottocento questa Giuditta ha portato il nome di un'altra pittrice. L'inventario fedecommissario Borghese del 1833 la assegnava alla bolognese Lavinia Fontana, e i cataloghi seguirono fino al 1893. Quell'anno, dopo un restauro di cui non resta documentazione, lo storico dell'arte Adolfo Venturi scoprì sul bordo del bacile dorato la firma e la data, Fede Galizia, 1601. L'autrice era una giovane milanese, cresciuta nella bottega del padre Nunzio. Il museo sottolinea la sua bravura nel rendere stoffe e ornamenti, e lo si vede nelle perle intrecciate ai capelli, nel broccato argenteo dai riflessi lilla, nell'elsa della spada tempestata di gemme. Alle spalle dell'eroina, la vecchia ancella regge nel bacile la testa di Oloferne e porta un dito alla bocca. Nel 1612 il quadro era già a Roma, presso il cardinale Antonio Maria Salviati, e nel 1693 risulta nelle raccolte Borghese. Oggi non è esposto.

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