
Anthony van Dyck · PD
Giove e Antiope
Dettagli
La storia
Il soggetto è uno stupro tratto da Ovidio. Giove desidera Antiope, prende la forma di un satiro peloso perché la moglie Giunone non lo riconosca e le si avvicina mentre dorme. Van Dyck la dipinge addormentata e ignara, il satiro chino su di lei, e solo l'aquila sulla destra tradisce chi sia davvero.
Il museo di Gand ricevette il quadro nel 1900, dono dell'associazione degli amici del museo, e una parte del consiglio lo giudicò troppo spinto da mettere davanti alle visitatrici. La scheda odierna del museo è più esplicita e ricorda che dallo spettatore ci si aspettava che godesse di quella nudità senza fermarsi su ciò che alla donna stava accadendo. Van Dyck eseguì la composizione due volte. L'altra tela, anch'essa di 150 per 206 centimetri, è al Wallraf-Richartz Museum di Colonia.




