Leone che azzanna il cavallo

Leone che azzanna il cavallo


Dettagli

Artista
Scultore greco ignoto (età ellenistica)
Anno
-312
Tecnica
marmo (testa, zampe e coda del cavallo e zampe posteriori del leone integrate da Ruggero Bascapè nel 1594)
Tipo
scultura
Dimensioni
142 × 240 cm

La storia

Quasi tutti i marmi antichi di questo colle sono romani. Questo gruppo è probabilmente greco, scolpito nell'ultimo quarto del IV secolo a.C., nella generazione dopo Alessandro Magno, quando gli scultori cominciarono a mostrare nei corpi lo sforzo e il dolore. Come sia arrivato a Roma non è documentato. Forse come bottino di guerra, e poiché si dice che fu trovato nel letto di un ruscello sotto il Palatino, potrebbe essere stato esposto nel Circo Massimo, dove i romani assistevano alle corse dei carri e alle cacce.

Nel 1347 stava già sulla scalinata del Palazzo Senatorio, sede del governo cittadino qui in Campidoglio. Lì si amministrava la giustizia, si leggevano le sentenze e si eseguivano le condanne a morte, e il leone che azzanna la preda rappresentava l'allegoria del buon governo cittadino. Michelangelo lo giudicò meravigliosissimo. Al cavallo mancavano testa e zampe, e nel 1594 il suo allievo Ruggero Bascapè le rifece, insieme alla coda e alle zampe posteriori del leone. Nel 2012, dopo un nuovo restauro, il gruppo è stato esposto alla Getty Villa di Malibu, per poi tornare qui, accanto al Marco Aurelio.

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