
Lunetta: Asa, Giosafat e Ioram
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La storia
A metà dell'impresa il ponteggio fu smontato e ricostruito sull'altra metà della cappella, e questa è con ogni probabilità la prima lunetta che Michelangelo dipinse dopo il rimontaggio, all'avvio della seconda campagna. Lo stacco si vede. Da qui in poi le targhe hanno una forma semplificata, per l'incalzare di papa Giulio II che voleva una rapida conclusione dei lavori, i fondi si schiariscono, le figure si ingrandiscono e l'esecuzione si fa più rapida e sciolta.
La targa dice ASA, IOSAPHAT e IORAM, tre re di Giuda. A sinistra un vecchio emaciato, tradizionalmente indicato come Giosafat, siede di profilo con una gamba distesa e l'altro piede sul sedile, e annota qualcosa con una cannuccia su un foglio appoggiato al ginocchio. Allunga il collo al punto da mostrare il pomo d'Adamo. Di fronte una madre vestita di giallo è circondata da tre fanciulli. Una la abbraccia da dietro e la bacia su una guancia, uno cerca il seno, il terzo lo tiene sottobraccio con un gesto protettivo, un gruppo molto vicino alle allegorie della Carità.




