
Mosè salvato dalle acque
Dettagli
La storia
Quasi tre metri e mezzo di tela per poche righe dell'Esodo. Da una parte il piccolo Mosè viene tirato fuori dall'acqua e mostrato alla figlia del faraone. Tutto il resto è una festa di campagna, con musici, coppie, bevute e una caccia in lontananza, raccontata con una minuzia quasi fiamminga.
È la pittura veneziana dei primi anni quaranta del Cinquecento, quando le famiglie patrizie costruivano le ville di terraferma e amavano vedere le storie sacre ambientate in un pomeriggio come i loro.
Sull'autore non si è mai arrivati a una conclusione. Nel 1825 la Storia pittorica di Luigi Lanzi lo dava a Giorgione. Da tempo la tela sta sotto il nome di Bonifacio de' Pitati, e nel 1963 Giorgio Faggin propose il suo allievo Domenico Biondo, trovando il colore troppo freddo e il tono troppo lieve per il maestro. A Milano il quadro arrivò con il lascito del cardinale Cesare Monti, nel 1650.




