Perseo e Andromeda (recto); Venere e Adone (verso)

Perseo e Andromeda (recto); Venere e Adone (verso)


Dettagli

Anno
1615
Tecnica
tempera e olio su lapislazzuli
Dimensioni
23 × 17 cm

La storia

Quando nel 1833 i Borghese vincolarono la collezione con il fidecommisso, che ne vietava vendita e divisione, questo piccolo ovale restò fuori dall'elenco e rimase agli eredi. È entrato nelle raccolte pubbliche solo nel 2005, acquistato dallo Stato. Si tratta di una lastra di lapislazzuli spessa appena due millimetri, dipinta su entrambe le facce. Da un lato Andromeda, incatenata alla roccia, guarda Perseo che in groppa a Pegaso si getta sul mostro marino, e il blu screziato della pietra fa da cielo e da mare insieme. Sull'altro lato Venere trova Adone ucciso dal cinghiale. Anche l'autore è rimasto a lungo incerto. L'inventario del 1693 non lo nomina, poi si pensò a Giulio Romano, allievo di Raffaello, e al fiorentino Passignano, e solo nel 1812 compare Tempesta. Oggi l'ovale è esposto nella Sala 19.

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