
Polittico dell’Incoronazione della Vergine, Redentore Benedicente
Dettagli
La storia
Nel 1811, quando la Pinacoteca lo comprò, questo polittico fu registrato come opera di un ignoto pittore greco. Nel linguaggio del tempo significava questo: fondo oro, figure allungate, scomparti sovrapposti, dunque roba bizantina, straniera, anteriore alla pittura vera e propria. È invece senese, degli anni intorno al 1400, e fu Bernard Berenson a restituirlo ad Andrea di Bartolo, che vi lavorò insieme al figlio Giorgio. Veniva dal convento di Santa Caterina d'Alessandria a Sant'Angelo in Vado, nelle Marche, e da allora non è più stato intero. Quello che si vede è la ricostruzione del registro principale, con l'Incoronazione della Vergine al centro. Due santi mancanti sono alla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, mentre le tavolette della predella sono divise fra Toledo in Ohio, la Pinacoteca di Bologna e una collezione privata.