
Ritratto del vescovo Girolamo Argentino
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La storia
Nell'agosto del 1537 Girolamo Argentino fu nominato vescovo di Lesina e Brazza, le isole che oggi si chiamano Hvar e Brač, e in quella stessa estate Venezia entrò in guerra con l'Impero ottomano: la sua diocesi si trovò sulla linea del fronte. Il ritratto sta per forza fra quella nomina e la morte del vescovo, nel marzo del 1549, e la prova è dipinta sul parapetto di pietra davanti a lui, una riga in latino che lo dice episcopus Pharensis et Brachiensis. Senza quella riga non sapremmo chi stiamo guardando. Sul pittore, invece, tace. La Palatina la scheda semplicemente come ambito veneto, dopo quattro secoli in cui è passata per Tiziano, per Giorgione negli inventari medicei del 1771, 1793 e 1802, per Moroni nel 1809, per Tintoretto e infine per Girolamo da Carpi. Dal 1913 sta nella Sala di Ulisse.




