
Il profeta Giona
Dettagli
La storia
Giona siede dove la parete dell'altare si piega e diventa volta, cioè su una superficie che si sporge verso chi guarda. Michelangelo lo dipinse rovesciato all'indietro proprio contro quella curva. Ascanio Condivi, l'allievo che nel 1553 pubblicò una Vita di Michelangelo nata dai ricordi del maestro, spiegò il prodigio. Il torso, che scorcia verso l'interno, sta nella parte d'intonaco più vicina all'occhio, mentre le gambe, che vengono avanti, stanno in quella più lontana.
È tra le ultime figure della volta, dipinta nel tratto finale della seconda campagna, e il suo posto sopra l'altare non è casuale. Nel Vangelo di Matteo, Cristo paragona i tre giorni trascorsi da Giona nel ventre del grande pesce ai tre giorni che lui stesso passerà sotto terra prima di risorgere, e i Musei Vaticani definiscono Giona la prefigurazione di Cristo.
Il grande pesce è lì, alle sue spalle. Sopra la spalla cresce la pianta dell'ultimo capitolo del suo libro, quella che Dio fece spuntare davanti a Ninive per fare ombra al profeta imbronciato e che poi fece seccare da un verme.




