
La regina Cristina di Svezia come Diana
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La storia
Nell'estate del 1654 Cristina di Svezia rinunciò al trono e trascorse i mesi seguenti nei Paesi Bassi spagnoli, in buona parte ad Anversa. Proprio quell'anno il fiammingo Justus van Egmont, che era stato nella bottega di Rubens, la ritrasse come Minerva, dea della sapienza. In questa tela la regina diventa un'altra dea vergine, Diana cacciatrice, una figura adatta a una donna che aveva deciso di non sposarsi mai.
Il museo data il dipinto tra il 1665 e il 1674, quando Cristina era da tempo cattolica e viveva a Roma. Dal 1659 fino alla morte, nel 1689, abitò a Palazzo Riario, l'edificio che sorgeva qui prima che i Corsini lo ricostruissero. Nel 1992 l'opera è stata donata allo Stato italiano. La scheda del museo ricorda che la regina parlava sette lingue e portava scarpe da uomo.