
Resurrezione di Lazzaro
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La storia
Nel giugno del 1461 un pittore francese firmò e datò l'esterno di questo trittico, e quella firma ne fa la sua opera più antica che si conosca. Nicolas Froment dipingeva alla maniera del Nord, dal dettaglio tagliente e dai volti senza sconti, ed è proprio questo a farlo risaltare fra le tavole italiane intorno. A ordinarlo fu Francesco Coppini, un vescovo di Prato che in quegli anni andava e veniva tra le Fiandre, l'Inghilterra e la Francia come legato di papa Pio II. Voleva una pala di gusto fiammingo e riportò quel gusto verso la Toscana. La tavola centrale richiama Lazzaro fuori dal sepolcro. Gli sportelli mostrano Cristo accolto dalle sorelle Marta e Maria, e i suoi piedi lavati nella casa del fariseo. Chiudete il trittico e trovate lo stesso Coppini, inginocchiato in preghiera con due servitori davanti alla Madonna.
