
Sfinge di epoca romana
Dettagli
La storia
Nel 30 a.C. l’Egitto divenne provincia romana, governata per conto dell’imperatore da un prefetto ad Alessandria, e le botteghe egizie continuarono a scolpire le immagini di sempre per i nuovi padroni. Il museo può collocare questa piccola sfinge di granito soltanto entro i secoli romani, tra quell’anno e il 395, quando l’impero fu diviso definitivamente fra due imperatori.
Il corpo di leone è molto più antico di Roma. In Egitto il leone fu associato al sole fin dai primi secoli dell’età faraonica, e la sfinge era l’immagine di Horus all’orizzonte, cioè del re come figlio del dio solare Ra. La didascalia del museo segue l’animale fino all’età cristiana, quando il leone arrivò a esprimere la luce di Cristo e divenne il simbolo di san Marco, l’evangelizzatore dell’Africa martirizzato ad Alessandria. Il luogo di ritrovamento è ignoto. Già nel 1822 la sfinge compariva nel catalogo della collezione Drovetti redatto dal viaggiatore piemontese Carlo Vidua, due anni prima dell’acquisto da parte di Torino.
