
San Michele trionfante sul demonio con il donatore Antoni Joan
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La storia
Nella corazza dorata dell’arcangelo si riflettono le guglie della Gerusalemme celeste. Bartolomé Bermejo conosceva le velature a olio dei pittori fiamminghi e qui le sfrutta su oro, gemme e maglia di ferro. La grande tavola, datata 1468, era quasi certamente il centro della pala dell’altare maggiore della chiesa di San Miguel a Tous, un villaggio vicino a Valencia. In ginocchio nell’angolo c’è il donatore, Antoni Joan, signore di Tous. La catena d’oro e la spada lo indicano come cavaliere, e il libretto che tiene aperto mostra due dei salmi penitenziali, preghiere per il perdono dei peccati. Sopra di lui Michele lo avvolge con le ali variopinte e alza la spada su un demonio che ha un secondo volto sul ventre. A terra, su una pergamena piegata, la firma latina, Rubeus, il rosso.

