
Jacopo Tintoretto · PD
San Rocco in carcere visitato da un angelo
Dettagli
La storia
San Rocco la peste la conobbe sulla propria pelle. Secondo la leggenda percorse l'Italia curando i malati, si ammalò, guarì e, anni dopo, fu gettato in prigione come presunta spia e morì solo, confortato soltanto da un angelo. È proprio questo istante che Tintoretto dipinge qui, nel 1567: il santo nella penombra della cella, l'angelo che irrompe con la luce. Venezia aveva buone ragioni per tenersi vicino Rocco. La città viveva sotto la minaccia costante della peste, e la confraternita che commissionò la tela, la Scuola Grande di San Rocco, ne custodiva le reliquie e organizzava i soccorsi quando arrivavano le epidemie. Tintoretto aveva iniziato un ciclo sulla sua vita già nel 1549, poi lo aveva lasciato fermo per quasi 20 anni prima di tornare a compiere queste ultime scene. Otto anni dopo quest'opera una peste devastante si abbatterà sulla città e porterà via quasi un terzo di Venezia. Qui tutto ciò è ancora di là da venire, e la luce dell'angelo cade su un morente in una prigione.




