
Stele del Codice di Hammurabi
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La storia
Hammurabi regnò su Babilonia per oltre 40 anni e, dopo aver riunito sotto di sé gran parte della Mesopotamia, fece incidere le proprie sentenze su stele di pietra esposte in pubblico. Questa è la più completa arrivata fino a noi. In alto il re sta in piedi davanti a Shamash, dio del sole e della giustizia, seduto in trono, che gli porge una verga e un anello, simboli del potere. Sotto, in caratteri cuneiformi, vengono il prologo, poi le leggi, formulate come casi pratici, e infine l'epilogo. Lì il re invita chi ha subito un torto a presentarsi davanti alla sua immagine e a farsi leggere la stele, perché conosca il proprio diritto. Il monumento, però, è stato ritrovato a Susa, in Iran, dove verso il 1150 avanti Cristo lo aveva portato come bottino di guerra il re elamita Shutruk-Nahhunte. Lo scoprì, spezzato in tre parti, la missione francese di Jacques de Morgan nell'inverno 1901-1902, e dal 1904 è esposto al Louvre.
