Natura morta con uva, mele e prugne

Natura morta con uva, mele e prugne


Dettagli

Tecnica
olio su tela
Dimensioni
76 × 59 cm

La storia

I grappoli in alto pendono da cordicelle. È un modo di disporre la frutta che in Spagna aveva già una tradizione. Una generazione prima Juan Sánchez Cotán appendeva mele cotogne dentro il vano di una finestra, e chi dipingeva nature morte a Madrid intorno al 1630 sapeva da dove veniva quel gesto. Sotto, su un piatto di metallo, stanno sei mele, e accanto un vaso di terracotta rossa.

Quel vaso è l'oggetto più riconoscibile del quadro. È un búcaro, argilla non smaltata arrivata da Tonalá, nella Nuova Spagna. Rinfrescava l'acqua e le dava un profumo, e a corte le dame ne masticavano le schegge perché si riteneva che schiarissero la carnagione.

Sul resto il museo è prudente. La data, intorno al 1630, non poggia su alcun documento, e la prima notizia certa del dipinto risale al 1745, quando si trovava nella casa di campagna di Filippo V fuori Madrid. Del pittore non si conoscono né la nascita né la morte. Nel Seicento almeno tre spagnoli portarono il nome Juan de Espinosa, e distinguere le loro opere è un lavoro tuttora aperto.

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