
Cristo morto sorretto da angeli
Dettagli
La storia
Il nome del pittore è scritto sul coperchio del sepolcro, ma in nessun alfabeto che a Ferrara si sapesse leggere. Cosmè Tura tracciò TURA con lettere di fantasia, ornate e bizzarre, come quelle che i pittori italiani del suo tempo usavano per richiamare le scritture dell'antico Oriente. Sopra, alcuni angeli sorreggono il Cristo morto, ritto sul bordo del sarcofago. Non è un episodio di un racconto ma un'immagine devozionale, e il museo la data tra il 1460 e il 1470. La tavola ha avuto una vita difficile. A un certo punto la pellicola pittorica fu staccata dal legno e trasportata su tela, e più tardi riportata di nuovo su tavola. I restauratori ricorrevano un tempo a interventi così drastici quando il colore si sollevava o il legno era tarlato. Le collezioni imperiali di Vienna la acquistarono nel 1857.




