
La Chimera della Terra
Dettagli
La storia
La Chimera del mito, quella che in Italia si conosce dal bronzo etrusco di Arezzo, era un leone con una testa di capra sul dorso e un serpente al posto della coda. Paciurea ne ha tenuto le zampe leonine e la coda di serpente arrotolata, e al posto della capra ha messo una testa di donna.
Questa è la Chimera della Terra. I critici del tempo la leggevano accanto alla sorella, la Chimera dell'Aria, con le sue forme slanciate verso l'alto che fanno pensare al volo. Qui il corpo è corto e tozzo, il ventre aderisce al suolo, e il museo parla di una bestia incapace di staccarsi dalla terra. Solo il volto si solleva, su un collo possente.
A Bucarest, in quegli anni, l'avanguardia si raccoglieva intorno a riviste come Contimporanul. La storica dell'arte Ioana Vlasiu ricorda che le chimere di Paciurea, figlie di un simbolismo ormai ottocentesco, lasciarono perplesso chi le vide per la prima volta.
È un bronzo piccolo, lungo circa mezzo metro. Le date 1927 e 1928 si riferiscono al modello, e non è documentato quando sia stato fuso questo esemplare.
