
Il concertino
Dettagli
La storia
Sul retro della tela Longhi appose la firma e la data, Pietro Longhi 1741, e quella scritta sobria conta più di quanto sembri. Segna il momento in cui si dedica a ciò che dipingerà per tutta la vita, il mondo degli interni veneziani. Qui poche persone si radunano nelle stanze di una casa nobiliare. Alcune giocano a carte, altre imbracciano i violini per un po' di musica in famiglia, un pomeriggio qualunque più che una grande occasione. Alla parete il ritratto di un procuratore, alto magistrato della Repubblica, dice di chi è quella casa. La luce chiara e uniforme e il piccolo formato sono già la maniera che i veneziani gli chiederanno di nuovo. Il dipinto giunse poi alle Gallerie dell'Accademia con il lascito di Girolamo Contarini.




