
Bartolomé Esteban Murillo · PD
San Girolamo penitente
Dettagli
La storia
Jusepe de Ribera lavorò tutta la vita a Napoli e non tornò mai in Spagna, eppure un giovane pittore sivigliano poteva studiarlo senza uscire dall'Andalusia. Il duca di Osuna, che era stato viceré a Napoli, aveva mandato dipinti alla collegiata della sua Osuna, un'ottantina di chilometri a est di Siviglia, e il Prado accosta questo San Girolamo a uno di quelli, il San Pietro pentito, che Murillo con ogni probabilità vide. Il santo è inginocchiato a figura intera davanti a un crocifisso posato sulla roccia, le mani giunte, raggiunto da un fascio di luce duro che entra da fuori campo. Gli oggetti sparsi intorno si dividono i suoi ruoli: libri, carte e strumenti da scrittura per lo studio, il teschio per le penitenze, il cappello rosso per la dignità cardinalizia che gli attribuì la tradizione. Sull'autore si discusse a lungo. Charles Curtis lo assegnò a Murillo nel 1883, August Mayer lo seguì negli anni Trenta, Diego Angulo lo accettò nel 1981 con qualche riserva. Il museo considera la questione chiusa e indica un'altra fonte della figura, una stampa del genovese Bartolomeo Biscaino, morto nel 1657 a 28 anni.




