
Théodore Géricault · PD
La zattera della Medusa
Dettagli
La storia
Nel luglio del 1816 la fregata francese Méduse fa naufragio al largo dell'attuale Mauritania, per l'incapacità di un comandante che non navigava da venticinque anni. Le scialuppe, riservate agli ufficiali, avrebbero dovuto trainare una zattera di fortuna con centocinquantuno persone a bordo. Le funi si spezzarono, o furono tagliate, e la zattera andò alla deriva. Dopo tredici giorni di fame, sete e violenza, con episodi di cannibalismo, i soccorritori raccolsero solo quindici superstiti. Lo scandalo travolse la Francia della Restaurazione, perché la nomina del comandante era stata un favore politico. Géricault, poco più che ventenne, decide di farne un quadro enorme, alto quasi cinque metri. Per prepararlo lavora come un cronista ossessivo: intervista due sopravvissuti, si fa costruire un modello della zattera, studia i corpi nelle camere mortuarie degli ospedali. Sceglie l'istante in cui i naufraghi scorgono all'orizzonte la nave che li salverà, e agitano un panno verso un punto che quasi non si vede. Esposto al Salon del 1819 con il titolo neutro di Scena di naufragio, il dipinto divise Parigi tra ammirazione e condanna, prima di diventare un manifesto della pittura romantica francese.




