Le lacrime di san Pietro
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La storia
Pietro aveva giurato che non avrebbe mai rinnegato Gesù, e lo rinnegò tre volte prima che cantasse il gallo. Il gallo è qui, in alto a sinistra, ritto sul rocchio di una colonna scanalata. Per il museo è simbolo del tradimento e insieme dell'alba. Al centro l'anziano apostolo siede avvolto in un mantello bruno, le mani giunte e serrate, gli occhi lucidi di pianto, lo sguardo rivolto lontano. Dopo il Concilio di Trento la Chiesa additava le sue lacrime come prova che pentimento e confessione cancellano anche un peccato grave, e il soggetto divenne molto amato dai pittori. Chi abbia dipinto questa tela resta incerto. L'inventario fidecommissario Borghese del 1833 la dava a Jusepe de Ribera, lo Spagnoletto. In seguito si è pensato a Giacinto Brandi, pittore operoso a Roma, e Roberto Longhi vi riconobbe un naturalista romano verso il 1640. Il museo la riferisce semplicemente all'ambito romano del secondo quarto del Seicento.




