
Le tentazioni di sant'Antonio abate
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La storia
La scheda del museo data questa tela solo al Seicento. La letteratura stringe un po' di più. David Ryckaert III passò quasi tutta la carriera anversese a dipingere interni di contadini e bevute in osteria, e soltanto nell'ultimo decennio, dopo il 1650, passò ai diavoli e alle scene d'inferno.
Sant'Antonio abate è assediato nel deserto, e l'assedio prende la forma consueta ad Anversa. Da un lato si sporge una giovane donna, accanto a lei una figura mostruosa strimpella uno strumento a corde. La ricetta risale a Bruegel e, prima di lui, a Bosch, e verso il 1650 era una specialità locale che i collezionisti sapevano ordinare per nome.
Per buona parte della sua vita fiorentina il quadro ha risposto a un altro autore. Gli inventari granducali del Settecento e del primo Ottocento lo portavano come Teniers. Rimase agli Uffizi fino al 1928, poi attraversò l'Arno per la Palatina, dove si conserva anche una seconda Tentazione di Ryckaert, una tavola più piccola e di composizione diversa.