
Il solletico
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La storia
Nella Venezia degli anni Quaranta del Settecento andava di moda un tipo di quadro ben preciso: giovani di campagna colti in un momento ozioso e assolato, a metà tra il vero e il sogno pastorale. Era stato Giambattista Piazzetta a rendere celebri queste scene arcadiche, e il 23 agosto 1745 il suo allievo Giuseppe Angeli firmò questa risposta più leggera e scherzosa. La tela è animata da alcuni giovani, disposti in spazi separati su uno sfondo piatto e quasi vuoto, e il piccolo episodio che dà il titolo all'opera è un solletico che passa tra due di loro. Angeli riprende dal maestro i colori tenui e pastellati e quella luce diffusa che lascia le figure sospese in un'aria immobile e un poco irreale. La dipinse quando la sua mano era ancora vicinissima a quella di Piazzetta, ed è una tela sorprendentemente grande per un gioco così lieve, con quelle dimensioni che appartenevano anch'esse alla moda arcadica.
