
Titian · PD
Venere e Adone
Dettagli
La storia
Tiziano dipinse questa tela nel 1554 per Filippo II di Spagna, come parte di una serie di soggetti mitologici che chiamava le sue poesie. Venere, seduta, si aggrappa al giovane Adone cercando di trattenerlo, ma lui è già teso in avanti, con i cani al guinzaglio, deciso ad andare a caccia. La dea sa che quella battuta lo porterà alla morte, sbranato da un cinghiale, e tenta invano di fermarlo. Tiziano cambia il racconto antico di Ovidio, in cui è lei ad allontanarsi: qui è Adone a strapparsi via, e questo rende l'addio più straziante. I corpi si torcono in direzioni opposte, la luce accende la pelle di Venere vista di spalle. Amore dorme poco lontano, all'ombra di un albero.




