
Titian, Venus of Urbino, 1538. Wikimedia Commons. · PD
Venere di Urbino
Dettagli
La storia
Nel 1538 Guidobaldo della Rovere, erede del ducato di Urbino, acquistò da Tiziano questa figura di donna distesa, chiamandola nelle sue lettere semplicemente la donna nuda. Per gli occhi del tempo, però, non era un nudo qualsiasi. Ogni dettaglio parla di matrimonio: il cagnolino addormentato ai suoi piedi è segno di fedeltà, le rose in mano alludono all'amore duraturo, e sullo sfondo due serve frugano nei grandi cassoni che custodivano il corredo della sposa. La donna guarda lo spettatore con calma, in un ambiente domestico veneziano, come promessa di intimità coniugale. Quasi un secolo dopo il dipinto lasciò Urbino per Firenze. Arrivò agli Uffizi come parte della dote di Vittoria della Rovere, ultima del casato, che sposò il granduca Ferdinando II de' Medici.





