Fabbricante di strumenti musicali
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La storia
Il quadro porta due titoli perché non si è mai deciso che cosa rappresenti. Roberto Longhi, che lo toglie dal catalogo di Caravaggio e lo assegna a Cecco del Caravaggio, uno dei suoi seguaci più stretti, legge la scena come la bottega di un liutaio. Marina Lambraki-Plaka, per trent'anni direttrice della Pinacoteca, propone invece un'allegoria dei cinque sensi, con gli strumenti per l'udito, una moneta e una piuma per il tatto, un cannocchiale per la vista, un garofano per l'olfatto e una caraffa di vino per il gusto. Il cannocchiale è il dettaglio che dice meglio di ogni altro quando siamo, perché Galileo aveva pubblicato nel 1610 ciò che vi aveva visto dentro e la tela è datata al 1620 o 1625 circa. Una versione molto vicina si trova a Londra, ad Apsley House.
