Cecco del Caravaggio

Cecco del Caravaggio

1589–1620 · Stato Pontificio · Barocco, Caravaggismo


La storia

Per tre secoli questo pittore ha avuto un soprannome e nessun nome. Cecco sta per Francesco, e del Caravaggio lo legava a Caravaggio. Il romano Giulio Mancini, intorno al 1620, elencava un Francesco detto del Caravaggio fra gli imitatori del maestro, e un visitatore inglese a Roma nel 1650, Richard Symonds, annotava che il modello dell'Amor Vincit Omnia di Caravaggio, il quadro di un giovane Amore alato, era stato il servitore del pittore stesso, Checco.

Dagli anni novanta lo storico dell'arte Gianni Papi ha sostenuto che si trattasse di Francesco Boneri, un nome che compare nei pagamenti romani, nato probabilmente nel territorio di Bergamo, in Lombardia. Roberto Longhi aveva definito Cecco una delle figure più notevoli del caravaggismo nordico, pensando all'Europa del Nord. Nella lettura di Papi quel nord è l'Italia settentrionale. L'identificazione è oggi di uso corrente e continua a non essere accolta da tutti.

Quasi tutto ciò che resta negli archivi riguarda il denaro. Nel settembre 1619 Piero Guicciardini, ambasciatore del granduca di Toscana a Roma, comincia a pagare un Francesco Buonero, pittore, per una Resurrezione destinata alla cappella di famiglia a Firenze. I pagamenti arrivano a 200 scudi entro il giugno 1620, e Guicciardini rifiuta la tela finita. Viene rivenduta a Roma per 160 scudi e oggi è a Chicago.

Dopo il 1620 scompare dai documenti e lascia una ventina di quadri attribuiti, di luce dura e con un'attenzione insolita per gli oggetti. Uno di questi, un giovane musicista fra strumenti in una bottega, è alla Pinacoteca Nazionale di Atene, dove anche il soggetto è discusso: Longhi lo leggeva come la bottega di un liutaio, una direttrice più recente del museo, Marina Lambraki-Plaka, ha proposto un'allegoria dei cinque sensi. La prima mostra dedicata a Cecco si è aperta a Bergamo nel 2023.

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Opere

2 opere