
La storia
Le scarpette da ballo conservate qui abbracciano un'intera storia della danza, dai tempi di Marie Taglioni, la ballerina romantica degli anni Trenta dell'Ottocento, fino ad Anna Pavlova un secolo dopo. Fanno parte della collezione che Aleksej Bachrušin mise insieme alla fine dell'Ottocento, e danno il tono a tutto il museo: il teatro raccontato attraverso ciò che gli interpreti indossarono, usarono e lasciarono.
Bachrušin veniva da una famiglia moscovita di fabbricanti di pellami e tessuti di lana. Si racconta che tutto iniziò quando un cugino si vantò dei manifesti e delle fotografie comprati dagli antiquari, e il passatempo diventò presto una passione. Nell'ottobre 1894 presentò la raccolta al mondo teatrale di Mosca, e due anni dopo l'architetto Karl Gippius gli costruì una villa in stile gotico a Zamoskvoreč'e, il vecchio quartiere dei mercanti a sud del Cremlino, che ospita ancora il museo.
Nel 1913 donò tutto all'Accademia delle Scienze e ne rimase direttore fino alla morte, nel 1929. Oggi le raccolte superano il milione e mezzo di pezzi, dai bozzetti di costumi e scene di Léon Bakst e Alexandre Benois, artisti dei Ballets Russes, agli oggetti personali di Michail Ščepkin, il grande attore dell'Ottocento.
