Fondazione Barnes

Fondazione Barnes

Filadelfia, Stati Uniti · Sito web


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La storia

Entra alla Barnes e le pareti sembrano sbagliate. Dipinti di Renoir e Cézanne sono appesi fianco a fianco con cardini di ferro battuto, maschere africane e mobili dei Pennsylvania Dutch, disposti in grappoli fitti e simmetrici per dimensione, colore e forma anziché per artista o data. Questi raggruppamenti si chiamano ensembles, e ognuno fu fissato al suo posto dall'uomo che comprò le opere, Albert Barnes.

Barnes era un medico di Filadelfia che intorno al 1900 fece fortuna con l'Argyrol, un antisettico a base d'argento venduto in tutto il mondo. La spese in pittura moderna francese quando quasi nessun museo americano la voleva, e comprò in profondità: circa 180 tele di Renoir e 69 di Cézanne, i più grandi gruppi di entrambi al mondo, oltre a opere importanti di Matisse, Picasso e Seurat. Commissionò perfino a Matisse un enorme murale, La Danza, per la parete sopra le finestre della sua galleria.

Scrisse anche un atto fiduciario destinato a congelare tutto per sempre. Le opere dovevano restare nel suo edificio di periferia a Merion, gli ensembles non andavano mai riordinati e nulla poteva essere prestato. Dopo la sua morte, nel 1951, la fondazione rimase a corto di fondi, e ne seguì una lunga battaglia giudiziaria sul se la collezione potesse spostarsi. Nel 2012 lo fece, in un nuovo edificio sulla Benjamin Franklin Parkway, nel centro di Filadelfia, dove le gallerie furono ricostruite per riprodurre le vecchie sale quasi centimetro per centimetro. Gli ensembles che aveva composto un secolo fa sono appesi come li lasciò.

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Collezione

41 opere