Museo internazionale d'arte naïf Anatole Jakovsky

Museo internazionale d'arte naïf Anatole Jakovsky

Nizza, Francia


La storia

Uno dei primi quadri da cercare in questa villa sulla collina di Fabron, sopra Nizza, è di Henri Rousseau, l'impiegato del dazio di Parigi che imparò da solo a dipingere. Il suo ritratto di Frumence Biche, un amico in abiti civili, è esposto accanto ad altri nomi noti della pittura naïf: Séraphine de Senlis, la donna di servizio che dipingeva fiori e frutti, Louis Vivin, André Bauchant e l'americana Grandma Moses.

La collezione è un dono di Anatole Jakovsky, critico d'arte parigino che dedicò gran parte della vita a scrivere sui pittori autodidatti, e di sua moglie Renée. All'inizio degli anni Novanta contava circa 600 opere provenienti da 27 paesi, e segue l'arte naïf dal Settecento a oggi.

La casa c'era già prima del museo. Lo Château Sainte-Hélène appartenne al profumiere François Coty dal 1922, fu rimaneggiato per la sua ex moglie Yvonne nel 1930 e venduto alla città dalla figlia Christiane nel 1973. Il museo vi ha aperto il 5 marzo 1982.

Tutto questo, in tasca. Scarica l'app.

Collezione

1 opera