Museo Civico di Viterbo
Viterbo, Italia
La storia
Intorno al 1516 Giovanni Botonti, chierico viterbese, commissionò una pala d'altare per la chiesa di San Francesco e si ritrovò con due artisti in un solo quadro. Michelangelo fornì il disegno e il suo amico veneziano Sebastiano del Piombo lo dipinse. Questa Pietà è il primo risultato noto del loro sodalizio romano, che univa il disegno di Michelangelo al colore veneziano in un momento in cui Raffaello dominava la città. Il corpo di Cristo giace disteso a terra, mentre sopra di lui la Vergine siede eretta con le mani giunte, davanti a un paesaggio scuro. Un foglio di studi dell'Albertina di Vienna, attribuito in gran parte a Michelangelo, mette a punto proprio quella posa delle mani giunte.
Oggi il dipinto è esposto al Museo Civico di Viterbo, aperto nel 1955 nell'ex convento accanto alla chiesa di Santa Maria della Verità e dedicato dal 2011 a Luigi Rossi Danielli, architetto viterbese che donò alla città i suoi reperti archeologici. La più tarda Flagellazione di Sebastiano, del 1524, si trova nella stessa pinacoteca, insieme a tavole del pittore romano Antoniazzo Romano e del senese Sano di Pietro.
L'altra metà del museo è etrusca. Conserva sarcofagi del IV e III secolo avanti Cristo provenienti dai siti antichi intorno alla città, tra cui Norchia e Musarna.
