
La storia
Nel gennaio del 1920 la provincia di Badajoz aprì un museo di belle arti in tre sale al pianterreno del palazzo della Diputación, con 58 opere alle pareti. Il primo direttore fu Adelardo Covarsí, pittore di Badajoz noto soprattutto per le scene di caccia, che per tre decenni ampliò la raccolta con acquisti, depositi e donazioni.
Oggi il museo occupa due palazzi ottocenteschi adiacenti nel centro storico, riuniti in un unico edificio. Il primo aprì in calle Meléndez Valdés nel 1981, il secondo, con ingresso da calle Duque de San Germán, si aggiunse nel 1997 con un grande scalone imperiale. Vi sono conservati circa 1.400 dipinti, sculture, disegni e stampe, e la provincia la presenta come la collezione d'arte più completa dell'Estremadura.
Le sale più antiche ospitano Luis de Morales, il pittore cinquecentesco di Madonne devote che visse e lavorò a Badajoz, e Francisco de Zurbarán, nato nella provincia, presente con una giovanile Vergine in piedi tra le nubi. Più avanti il racconto si fa locale e moderno, con le ragazze di paese di Eugenio Hermoso, i paesaggi quieti di Godofredo Ortega Muñoz e le figure dure e deformate di Juan Barjola, tutti e tre originari della provincia di Badajoz.
