
La storia
Nel 1554 Lorenzo Lotto, il pittore veneziano, ormai oltre i settant'anni, donò sé stesso e i suoi beni alla Santa Casa di Loreto, il santuario sorto attorno a quella che la tradizione considera la casa della Vergine a Nazaret. Lì divenne oblato, un laico al servizio del santuario, e a Loreto morì intorno al 1556. Già da qualche anno vi mandava dei quadri, e oggi il museo conserva otto delle sue opere tarde, quasi tutte dipinte tra il 1549 e il 1556.
Sono loro il motivo per cui la maggior parte degli appassionati sale ai piani alti del Palazzo Apostolico, accanto alla basilica. Tra queste ci sono il Battesimo di Cristo, Cristo e l'adultera, San Michele che scaccia Lucifero e il Sacrificio di Melchisedec. La Presentazione al Tempio è di solito annoverata tra gli ultimissimi dipinti della sua vita.
Le altre sale, ventotto in tutto, custodiscono l'antico tesoro del santuario, i doni fatti alla Santa Casa nel corso dei secoli. Ci sono arazzi fiamminghi tessuti sui cartoni di Raffaello, maioliche rinascimentali, oreficerie e arredi, insieme a dipinti di Simon Vouet, il pittore barocco francese, e del Pomarancio, che affrescò una parte della basilica stessa.
