
Museo Nazionale di San Matteo
Pisa, Italia
La storia
Delle molte tavole che Masaccio dipinse nel 1426 per un polittico nella chiesa carmelitana di Pisa, Santa Maria del Carmine, una sola è rimasta in città. Raffigura san Paolo, barbuto e massiccio, con la spada e il libro, ed è esposta al Museo Nazionale di San Matteo. Il resto del polittico fu smembrato nel Settecento, e i suoi pezzi sono oggi sparsi tra Londra, Napoli, Berlino e Los Angeles.
Il museo occupa l'antico convento benedettino di San Matteo sul Lungarno, il viale che costeggia l'Arno. Dipinti e sculture provengono da chiese di tutta Pisa e della provincia, e così quasi tutto ciò che si vede nacque per un altare. Le sale permettono di seguire la pittura pisana e toscana dal XII secolo in poi.
Le prime sale custodiscono croci dipinte, tra cui un grande crocifisso databile intorno al 1200, opera di un pittore anonimo di maniera bizantina, e un'altra di Giunta Pisano, il maggiore pittore pisano della metà del Duecento. Il polittico di Simone Martini, del 1320 circa, eseguito per la chiesa domenicana di Santa Caterina, pone la Madonna col Bambino tra file di santi su fondo oro. Dal secolo successivo vengono la Madonna dell'Umiltà di Gentile da Fabriano e un busto in bronzo dorato di san Rossore di Donatello, realizzato per custodire le reliquie del santo negli stessi anni in cui Masaccio lavorava a Pisa.




