Museo di Palazzo Bellomo

Museo di Palazzo Bellomo

Siracusa, Italia


La storia

Nel 1474 Antonello da Messina, il pittore siciliano che portò al Sud la tecnica fiamminga a olio, si impegnò a dipingere una grande Annunciazione su tavola per la chiesa dell'Annunziata di Palazzolo Acreide, un paese di collina nell'entroterra di Siracusa. Vi rimase per più di quattro secoli. Nei primi anni del Novecento, già in cattivo stato, fu portata a Siracusa, e più tardi la pellicola pittorica fu trasportata dal legno ormai degradato su tela. Pur consunta, è l'opera per cui viene qui la maggior parte dei visitatori, restaurata l'ultima volta nel 2007 e 2008 dall'istituto centrale per il restauro di Roma.

Il palazzo che la ospita è ancora più antico. Il piano terra, con il portale gotico a sesto acuto, risale al Duecento, quando in Sicilia regnava la dinastia sveva degli Hohenstaufen, mentre il piano superiore fu aggiunto nel Quattrocento in stile gotico catalano. La famiglia Bellomo lo acquistò nel 1365 e nel 1722 lo comprarono le monache benedettine del vicino monastero di San Benedetto. Nel 1901 passò all'amministrazione statale delle Belle Arti e nel 1948 divenne museo, accogliendo le collezioni medievali e successive separate dal museo archeologico della città.

Le sale, a Ortigia, l'isola che racchiude il centro storico di Siracusa, seguono l'arte siciliana dal Medioevo al Settecento. Ci sono marmi di Francesco Laurana e della famiglia di scultori Gagini, tele di Mario Minniti, il pittore siracusano che a Roma aveva posato per Caravaggio, e i sepolcri scolpiti di Giovanni Cabastida e Giovanni Cardenas, governatori della Camera Reginale, le terre riservate alle regine di Sicilia.

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Collezione

1 opera