
La storia
Due giovani ci guardano da una tavola del Pontormo, il pittore fiorentino, dipinta intorno al 1523. Uno dei due tiene un foglio con un passo del trattato di Cicerone sull'amicizia, e il quadro è noto come Doppio ritratto di amici. È appeso al primo piano di Palazzo Cini, una casa sul Canal Grande in campo San Vio, a pochi passi dalle Gallerie dell'Accademia e dalla Collezione Peggy Guggenheim.
La casa apparteneva a Vittorio Cini, industriale ferrarese che nel Novecento mise insieme una delle grandi collezioni d'arte private d'Italia. Acquistò nel 1919 e nel 1920 i due palazzi cinquecenteschi che compongono l'edificio e vi abitò. Dopo la morte del figlio maggiore Giorgio, nel 1949, istituì nel 1951 in sua memoria la Fondazione Giorgio Cini sull'isola di San Giorgio Maggiore.
La galleria è venuta dopo. Nel 1981 e nel 1982 la figlia di Cini, Yana Cini Alliata di Montereale, donò alla fondazione i suoi dipinti toscani e le arti decorative, e le sale aprirono nel settembre 1984, allestite dallo storico dell'arte Federico Zeri, che curò anche il catalogo. L'allestimento conserva l'aria di una casa abitata, con mobili, smalti e porcellane tra i quadri.
La maggior parte dei dipinti è toscana, dal Duecento al Cinquecento, con opere del Beato Angelico, di Filippo Lippi e di Piero di Cosimo, e un Giudizio di Paride attribuito a Botticelli e bottega. Un secondo nucleo viene da Ferrara, la città di Cini, con Cosmè Tura e Dosso Dossi. Il palazzo apre per una stagione ogni anno, all'incirca dalla primavera all'autunno, e il piano superiore ospita mostre temporanee.

