
La storia
In questo museo sono esposti due pittori di nome Lippi, padre e figlio, ed entrambi appartengono a Prato. Filippo Lippi, frate carmelitano fiorentino, trascorse qui lunghi anni a partire dagli anni Cinquanta del Quattrocento per affrescare la cappella maggiore del Duomo. A Prato conobbe Lucrezia Buti, una giovane monaca, e il loro figlio Filippino nacque in città nel 1457.
La Madonna del Ceppo del padre fu dipinta tra il 1452 e il 1453 per il Ceppo, l'istituzione benefica fondata dal mercante pratese Francesco di Marco Datini, e lo stesso Datini vi compare mentre presenta alla Vergine i quattro Buonomini che amministravano l'ente. Il figlio è presente con un tabernacolo di strada affrescato nel 1498 per un angolo di piazza Mercatale. Le bombe lo frantumarono nel marzo 1944, e il restauratore Leonetto Tintori ne recuperò i frammenti e ricompose l'affresco.
L'edificio che li ospita era il palazzo dei magistrati della Prato medievale, nato tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento dall'unione di tre costruzioni più antiche, con un'ala in pietra alberese chiara aggiunta negli anni Trenta del Trecento. La pinacoteca civica vi si trasferì dal Palazzo Comunale nel 1912. Il museo chiuse per restauro nel 1998 e riaprì circa 15 anni dopo, e oggi le sue sale vanno dal polittico trecentesco di Bernardo Daddi alle sculture e ai disegni donati dalla fondazione dello scultore moderno Jacques Lipchitz.
