
La storia
Nel 1940, mentre l'Italia entrava in guerra, Pasquale Rotondi, soprintendente alle gallerie delle Marche, fece trasferire i migliori dipinti di Ancona nell'entroterra, nella rocca di Sassocorvaro, sulle colline vicino a Urbino. Nel 1943 i bombardamenti distrussero l'edificio che ospitava la pinacoteca cittadina. Le opere si salvarono, tornarono ad Ancona nel 1950 e, dopo vari spostamenti, trovarono posto nel 1973 a Palazzo Bosdari, un palazzo cinquecentesco nel centro storico.
Il cuore della raccolta è la pala che Tiziano firmò e datò nel 1520, la sua prima opera datata. La pagò Alvise Gozzi, mercante di Ragusa, l'odierna Dubrovnik, ed è per questo che san Biagio, patrono di Ragusa, compare con san Francesco sotto la Vergine. Alle loro spalle, sotto un tramonto infuocato, si apre una veduta di Venezia. Anche il Tiziano della vecchiaia è esposto qui, con una cupa Crocifissione dipinta per la vicina chiesa di San Domenico.
Intorno sono appese la Madonna col Bambino di Carlo Crivelli, la pala di Lorenzo Lotto del 1539 nota come Pala dell'Alabarda e un'Immacolata Concezione del Guercino. Il museo porta il nome di Francesco Podesti, pittore ottocentesco nato ad Ancona, che si batté per la sua nascita e gli donò opere proprie. Dopo la riapertura completa del dicembre 2025, le sale coprono circa 3.800 metri quadrati.


