
Cattedrale di Pistoia
Pistoia, Italia
La storia
Nel 1474 lo scultore e pittore fiorentino Andrea del Verrocchio, il maestro nella cui bottega si formò Leonardo, ricevette l'incarico di dipingere una pala in memoria di Donato de' Medici, vescovo di Pistoia per quasi 40 anni. Raffigura la Madonna in trono tra san Giovanni Battista, patrono di Firenze, e san Donato, il santo di cui il vescovo portava il nome. La tavola, nota come Madonna di Piazza, fu terminata solo intorno al 1486, e la pulitura ha mostrato che la dipinse quasi interamente l'allievo ed erede del Verrocchio, Lorenzo di Credi.
L'edificio che la custodisce è prima di tutto una chiesa in uso, la cattedrale di Pistoia, dedicata a san Zeno, ma conserva anche alcune delle opere più belle della città. Il Verrocchio vi lasciò una seconda commissione, il monumento al cardinale Niccolò Forteguerri. Fu commissionato nel 1473 ed era ancora incompiuto quando il Verrocchio morì nel 1488, e la sua figura della Carità fu scolpita più tardi da Lorenzo Lotti. Sopra il portale maggiore, Andrea della Robbia collocò intorno al 1505 una lunetta in terracotta invetriata con la Madonna col Bambino e angeli.
Il tesoro più antico della cattedrale è l'altare argenteo di San Jacopo, patrono della città, nella cappella del Crocifisso. Gli orafi vi lavorarono dal 1287 fino a Quattrocento inoltrato, e nel 1401 il giovane Filippo Brunelleschi, poi architetto della grande cupola di Firenze, vi aggiunse due busti di profeti.
