
Casa Professa di Roma
Roma, Italia
La storia
Al secondo piano della casa dei gesuiti accanto alla chiesa del Gesù, a Roma, una rosa di marmo è incastonata nel pavimento di un lungo corridoio. Chi si mette lì sopra vede le pareti e la volta dipinte da Andrea Pozzo, il pittore gesuita delle illusioni prospettiche, comporsi in una convincente architettura di travi e archi. Basta spostarsi, e tutto si deforma. Pozzo cominciò il lavoro nel 1680 e riempì il corridoio di episodi della vita di sant'Ignazio di Loyola, il fondatore dell'ordine.
Il corridoio porta alla ragione stessa della casa. Ignazio trascorse i suoi ultimi 12 anni in quattro piccole stanze in questo luogo e lì morì nel 1556. Quando la Casa Professa, sede centrale della Compagnia di Gesù, fu ricostruita a partire dal 1600 su progetto di Girolamo Rainaldi e con i fondi del cardinale Odoardo Farnese, quelle stanze furono conservate e trasformate in cappelle per i pellegrini che venivano a cercarle. Si entra ancora dalla strada, e la visita è gratuita.
Accanto sorge il Gesù, la chiesa madre dell'ordine. La volta della navata ospita il Trionfo del Nome di Gesù di Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio, terminato nel 1679. Le sue figure dipinte traboccano oltre la cornice dorata sugli stucchi, come se cadessero dal soffitto verso le persone sottostanti.
