Museo regionale di Messina

Museo regionale di Messina

Messina, Italia · Sito web


La storia

Nel 1609 Caravaggio era a Messina da fuggiasco. L'anno prima era evaso dal carcere a Malta, e nel giro di pochi mesi la città portuale siciliana gli affidò due grandi commissioni. Entrambe le tele sono esposte in questo museo. La Resurrezione di Lazzaro fu pagata da un mercante genovese, Giovanni Battista de' Lazzari, per la cappella di famiglia, e il nome del santo richiamava il suo. L'Adorazione dei pastori fu ordinata dal Senato cittadino per i frati cappuccini, con Maria distesa sulla paglia di una stalla spoglia.

La storia della loro sopravvivenza comincia nel 1908. Il 28 dicembre un terremoto e un maremoto rasero al suolo Messina, e negli anni seguenti dipinti e sculture furono recuperati dalle macerie delle sue chiese. Vennero radunati in un'ex filanda di seta, che aprì come museo nel 1922. Dal 2017 la collezione occupa un nuovo edificio poco distante, e oggi il museo si chiama MuMe.

L'altro suo tesoro è opera del pittore della città, Antonello da Messina. Il suo polittico del 1473, dipinto per il monastero di San Gregorio, perse gran parte del manto della Vergine quando il terremoto del 1908 lo lasciò esposto alla pioggia. Il 15 agosto 2026, durante la processione dell'Assunta, alcuni ladri entrarono nelle sale e portarono via le sue tavole insieme a una piccola Madonna bifacciale di Antonello. Le tavole con san Gregorio e san Benedetto furono ritrovate abbandonate vicino alla recinzione del museo poche ore dopo. Nell'autunno del 2026 le altre tre e la tavola bifacciale risultavano ancora scomparse.

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Collezione

3 opere