Monastero di San Giorgio

Monastero di San Giorgio

Venezia, Italia


La storia

In fondo al refettorio dei monaci, sull'isola di San Giorgio Maggiore, si trovano le Nozze di Cana di Paolo Veronese, un banchetto affollato da oltre cento figure. Guardando da vicino si notano lievi cuciture orizzontali, riprodotte fedelmente. L'originale fu dipinto per questa parete nel 1562 e 1563, staccato dalle truppe francesi nel settembre 1797 e tagliato in sezioni per il viaggio verso Parigi, dove è tuttora al Louvre. L'11 settembre 2007, esattamente 210 anni dopo, al suo posto fu collocato un facsimile a grandezza naturale realizzato dal laboratorio madrileno Factum Arte.

Il refettorio è uno degli spazi che Andrea Palladio, l'architetto del Rinascimento, progettò per questo monastero benedettino affacciato su San Marco al di là del bacino. Dopo la soppressione da parte del governo napoleonico nel 1806, gli edifici rimasero per ben più di un secolo a uso militare. Nel 1951 l'industriale Vittorio Cini li fece restaurare e istituì la Fondazione Giorgio Cini in memoria del figlio, che ancora oggi gestisce i chiostri e le mostre.

Accanto, nella chiesa palladiana di San Giorgio Maggiore, le ultime commissioni dei monaci a Jacopo Tintoretto sono ancora dove lui le lasciò. La sua Ultima Cena, accanto all'altare maggiore, fa correre la tavola in profondità lungo una diagonale ripida, e la sua Deposizione nel sepolcro, terminata pochi mesi prima della morte nel 1594, si trova ancora sull'altare della cappella dei morti dei monaci.

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Collezione

2 opere