Scuola del Santo

Scuola del Santo

Padova, Italia · Sito web


La storia

Nella sala superiore della Scuola del Santo, accanto alla basilica di Sant'Antonio a Padova, un affresco mostra il santo che riattacca a un giovane il piede mozzato. La leggenda che lo ispira è severa. Il ragazzo aveva confessato di aver preso a calci la madre, Antonio gli aveva detto che un piede simile meritava di essere tagliato, il giovane lo aveva preso alla lettera e il santo lo aveva risanato. Il pittore è Tiziano, poco più che ventenne, che vi lavorò dall'aprile al dicembre del 1511, due anni dopo che Venezia aveva riconquistato Padova durante la guerra della Lega di Cambrai.

È uno dei tre affreschi che dipinse qui, la sua prima grande commissione autonoma. Gli altri due raffigurano un neonato che parla per difendere l'onore della madre e un marito geloso che pugnala la moglie, poi riportata in vita dal santo. Intorno corre un ciclo di miracoli di sant'Antonio dipinto da vari pittori veneti, tra cui il vicentino Bartolomeo Montagna, sotto un soffitto a cassettoni dipinto tra il 1506 e il 1510.

L'edificio apparteneva all'Arciconfraternita di Sant'Antonio, una confraternita di laici. I confratelli costruirono la cappella al piano terra, la Scoletta, tra il 1427 e il 1431, e vi aggiunsero la sala superiore nel 1504. Dal balcone sul sagrato tre papi hanno benedetto la folla, l'ultimo Giovanni Paolo II nel 1982.

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Collezione

1 opera