
Bartolomeo Montagna
1450–1523 · Repubblica di Venezia · Rinascimento, Rinascimento italiano
La storia
Bartolomeo Montagna si formò a Venezia, con ogni probabilità vicino a Giovanni Bellini, il pittore che insegnò a un'intera generazione a riempire un quadro di una luce morbida e uniforme. Intorno al 1470 Montagna può aver lavorato nella affollata bottega di Bellini. Poi fece qualcosa di meno consueto, portando quella maniera veneziana nell'entroterra e stabilendosi a Vicenza, una città più piccola, dove fu il pittore di primo piano per il resto della vita.
I suoi quadri conservano la luce quieta di Bellini, ma danno alle figure un peso più saldo e scultoreo, un'eco di Antonello da Messina, il siciliano che aveva mostrato a Venezia come modellare i volti con la luce e l'ombra. Montagna trascorse i suoi anni più fecondi, all'incirca dal 1490 al 1505, riempiendo le chiese di Vicenza e dei paesi intorno con pale di Madonne in trono e santi in piedi entro spazi silenziosi, costruiti in pietra.
La più grande di quelle pale fu compiuta nel 1499 per la cappella della famiglia Squarzi in San Michele a Vicenza. La chiesa fu chiusa nel 1810 e abbattuta due anni dopo, e il dipinto prese la via di Milano, nella galleria che l'amministrazione napoleonica andava riempiendo con le opere requisite alle chiese soppresse dell'Italia settentrionale. È ancora lì, alla Pinacoteca di Brera. A Vicenza resta comunque molto di suo, come la pala dipinta nel 1485 per la chiesa di San Bartolomeo, oggi al museo civico di Palazzo Chiericati.


