Pinacoteca Tosio Martinengo

Pinacoteca Tosio Martinengo

Brescia, Italia · Sito web


La storia

Nel 1789 un terremoto colpì Città di Castello, in Umbria, e danneggiò una pala d'altare che Raffaello vi aveva dipinto intorno al 1500, quando aveva circa 17 anni. In seguito la tavola fu tagliata e i frammenti si dispersero. Uno di essi, la testa e le spalle di un angelo, si trova oggi a Brescia, nella Pinacoteca Tosio Martinengo. Per decenni gli studiosi dubitarono che fosse di Raffaello, finché all'inizio del Novecento l'attribuzione fu di nuovo confermata.

L'angelo arrivò a Brescia con il conte Paolo Tosio, un aristocratico del luogo che visitò Roma nel 1807 e nel 1808 e tornò innamorato di Raffaello e dell'arte neoclassica del suo tempo. Nel 1832 lasciò alla città i suoi dipinti, sculture, disegni e stampe. Con essi giunse un secondo Raffaello, il Redentore benedicente, una piccola tavola del 1505 circa in cui il Cristo risorto alza la mano e mostra le piaghe della Passione.

Nel 1884 un altro conte, Leopardo Martinengo da Barco, lasciò a Brescia la propria collezione e il suo palazzo nell'attuale piazza Moretto, e i due lasciti finirono per riunirsi lì in un'unica galleria. Dopo lavori durati nove anni, ha riaperto nel marzo 2018, con più di 800 opere in 21 sale. Vicino ai Raffaello è appesa l'Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto, dipinta intorno al 1534, e la galleria possiede un nucleo importante di Giacomo Ceruti, che nel Settecento lavorò a Brescia e ne dipinse i mendicanti e i portatori.

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Collezione

3 opere